Camminando nel centro di Firenze ci si può imbattere in un curioso monumento. Stiamo parlando della Fontana del Porcellino, un’attrazione diventata ormai un simbolo della città e intorno alla quale ruotano diverse leggende.

Nonostante a prima vista possa sembrare una semplice scultura in bronzo, la Fontana del Porcellino ha infatti parecchie curiosità e aneddoti da raccontare, con tanto di citazioni all’interno di film e libri. Vediamo perciò subito più precisamente dove si trova la Fontana del Porcellino, come raggiungerla e perché è così speciale.
Fontana del porcellino: come raggiungerla?
La Fontana del Porcellino si trova nel Mercato Nuovo, tra Piazza della Repubblica e Piazza della Signoria, non molto distante dal Ponte Vecchio. Data la sua posizione centrale la si può raggiungere facilmente a piedi partendo da qualsiasi punto della città.
Dalla stazione di Santa Maria Novella, luogo di arrivo di molti visitatori, dista infatti circa 10-15 minuti di camminata, da percorrere attraversando vicoli pedonali, botteghe di artigiani e altri monumenti.
C’è però da sottolineare una cosa. La Fontana del Porcellino che oggi si vede qui è una copia. Nonostante riproduca fedelmente la statua originale, rappresentando persino le imperfezioni createsi sull’originale dallo scorrere del tempo, la “vera” Fontana del Porcellino di Firenze è in realtà conservata dal 2004 all’interno del museo Bardini. Per vedere la copia originale bisogna quindi recarsi all’interno di questo museo.
Quella che si vede oggi in piazza del Mercato, tuttavia, non è l’unica Fontana del Porcellino esistente al mondo. Esistono anche altre copie della fontana sparse tra i diversi continenti, come ad esempio nella città di Parigi, a Sydney, a Waterloo (Ontario), a Fuji (Giappone), a Guayaquil (Equador) e a New York.
Fontana del porcellino: la leggenda che l’ha resa famosa
La Fontana del Porcellino (che in realtà rappresenta un cinghiale, un animale molto diffuso in Toscana) è diventata celebre nel mondo per via di una leggenda secondo la quale toccarla porterebbe fortuna.
La leggenda della Statua del Porcellino infatti dice che strofinare la sua zampa, che risulta ormai lucida a causa dei continui sfregamenti, sarebbe di buon auspicio. Per far in modo che si venga toccati dalla buona sorte bisogna però prima infilare nella bocca del Porcellino una moneta: se la moneta cade oltre la grata che si trova al di sotto, allora la fortuna è assicurata mentre se rimane bloccata in superficie la fortuna non verrà a far visita.
Alcune curiosità sulla Fontana del Porcellino
La Fontana del Porcellino di Firenze è un simbolo talmente famoso da essersi guadagnato numerose citazioni all’interno di film e romanzi di fama internazionale, inclusa anche la celebre saga di Harry Potter.
Alcune delle opere letterarie e delle pellicole cinematografiche in cui appare la Statua del Porcellino sono:
- Il porcellino di bronzo, fiaba dell’800 scritta da Hans Christian Andersen in seguito a un suo viaggio a Firenze. Ancora adesso c’è una targa in città che ricorda il suo passaggio.
- Quo Vadis, pellicola del 1951 diretta da Mervyn LeRoy che all’epoca ricevette ben 8 nomination agli Oscar. In una delle scene all’inizio del film si può ben notare la figura della Fontana del Porcellino.
- Hannibal, film di Ridley Scott del 2001. Uno dei protagonisti in una scena del film si pulisce le mani sporche di sangue proprio sulla Fontana del Porcellino.
- Harry Potter, dove una copia della statua compare per più volte, sia nel capitolo “Harry Potter Harry Potter e la camera dei segreti” che nell’ultimo episodio della saga “Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2”.
Quando visitare la Fontana del Porcellino?
Essendo molto conosciuta, intorno alla Fontana del Porcellino durante il giorno è solito formarsi una lunga coda di visitatori, tutti interessati a sfregare la statua alla ricerca di un po’ di fortuna. Di conseguenza, nel caso in cui la si volesse visitare in un momento di maggior tranquillità l’orario di visita ideale è la mattina presto o la sera, quando la fontana viene illuminata regalando degli scenografici giochi di luce.
La storia della Fontana del Porcellino
La statua del cosiddetto Porcellino è stata in origine realizzata nel 1612 dall’artista Pietro Tacca, uno dei più importanti allievi dello scultore fiammingo Giambologna.
L’opera è ispirata a un originale in marmo ellenistico (forse del II secolo a.C.) che la famiglia dei Medici aveva portato a Firenze da Roma e in cui si poteva vedere un cinghiale sdraiato. Gli storici pensano che il marmo potesse venire dalla Villa Medici sul Pincio e che facesse parte di una composizione artistica più ampia.
Pietro Tacca ricevette quindi l’incarico di replicare l’opera utilizzando come materiale bronzo e il risultato fu così apprezzato che venne deciso di installarlo nei pressi del Mercato Nuovo, nel cuore di Firenze, un punto noto per il commercio di merci di qualsiasi genere. Inizialmente con la prima installazione non era prevista la presenza della fontana, ma venne poi aggiunta poco dopo.
Fin da subito la fontana venne apprezzata tantissimo e si iniziò a diffondere l’usanza di strofinare la scultura arrivata fino a oggi. Nel 1998, tuttavia, i segni di usura erano talmente evidenti che si scelse di rimuovere la statua originale per restaurarla, sostituendola con la copia attuale che è visibile ancora oggi nella loggia del Mercato Nuovo.


